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× Da Il Mattino I CRIMINALI CHE RESTANO IMPUNITI Claudio Coluzzi Un'immensa discarica galleggiante. E questa volta l'emergenza non c'entra. Né quella rifiuti, né quella delle ecomafie. No, migliaia di contenitori di plastica variopinti che la mareggiata ha depositato alla foce del Volturno, sono stati gettati nel fiume da altrettanti pirati dell'ambiente. Sconsiderati incivili che nessuno individuerà mai e che resteranno impuniti. Ad analizzare gli scarti di plastica ci si rende conto della provenienza ma, purtroppo, non è possibile associare un nome all'allucinante gesto criminale. Ci sono contenitori di diserbanti o concimi usati in agricoltura, recipienti di mangimi degli allevamenti, pezzi di teloni delle serre, ma anche semplicemente bottiglie di plastica. È evidente che in tanti, anzichè smaltire legalmente e senza danni per l'ambiente, hanno gettato nel fiume tonnellate di plastica. E probabilmente qualcuno ha anche lanciato in acqua bustoni di rifiuti indifferenziati: così il materiale organico si è disperso nel fiume e la plastica è venuta a galla, ed è finita in mare a poi sulla spiaggia. Guardare quella distesa sterminata suscita vergogna e rabbia. Vergogna perché siamo noi responsabili di tanto scempio, rabbia perché tutte le norme a difesa dell'ambiente, finora varate e applicate, nulla possono di fronte a tale disastro. È assurdo, ma se un agricoltore accende due sterpi nel suo giardino rischia l'arresto, chi invece ha condannato il fiume, il mare e la spiaggia a diventare un inferno di plastica, non rischia nulla. C'è qualcosa che non va, evidentemente, se questo può accadere. Senza contare che per rimuovere e smaltire il tutto occorreranno cifre astronomiche. Ma su quest'ultimo punto non c'è da preoccuparsi: nessuno ripulirà nulla prima che il mare si sia di nuovo risucchiato il cimitero di plastica. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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