Basta una mail anonima per dirottorare un aereo. Decine di voli scortati dai caccia.
In queste ore si susseguono i falsi allarmi bomba sugli aerei civili in Europa. Decine di voli deviati per sicurezza, caccia militari che li scortano, centinaia di passeggeri terrorizzati. Il caos nei trasporti, a costo zero e con garanzia dell'impunità per chi lancia gli allarmi (terroristi, anarchici, potenze straniere o semplicemente imbecilli da tastiera). Il problema è enorme. La foto che vedete ci indica quanti arei sono in volo, solo in Europa, in questo momento che state leggendo. In ogni istante, in tutto il mondo, ce ne sono 12.000. E la tecnologia consente, semplicemente collegandosi ad un sito, di tracciare le rotte in tempo reale di tutti gli aerei e dispensare minacce alla loro sicurezza, vere o false che siano.
Quanto sta accadendo pone un problema urgente. Oggi la sicurezza di uno Stato e dei suoi cittadini si difende in primo luogo sul terreno digitale e poi su quello fisico. Quindi occorrono pene severe per chi, con una mail o con una chat, provoca tutto questo. Uguali a quelle di chi mette fisicamente una bomba su un aereo. Seconda cosa bisogna convincersi che la privacy non esiste e quindi tutto deve essere tracciato, controllato, monitorato da magistratura, forze dell'ordine specializzate, organismi di intelligence. Gi hacker infatti riescono a penetrare le difese dei sistemi elettronici di sicurezza se questi non vengono continuamente aggiornati e protetti, anche con la collaborazione di altri hacker. Non è una bella realtà ma è la realtà a cui bisogna guardare in faccia. Le esigenze di sicurezza e protezione dei cittadini ci stanno facendo pagare il conto (in termini di limitazioni della privacy) delle comodità e delle utilità che l'avvento del digitale sembrava averci consegnato gratis.