Usa, vincono i Democratici, perdono i Repubblicani. Perde Trump. Vincono democrazia e responsabilità politica
Il presidente Usa Trump ha ricevuto una sonora batosta dalle elezioni di medio termine. Il suo partito, quello Repubblicano, ha perso la maggioranza sia al Senato sia alla Camera. Ai Democratici sono andati Governatori chiave in aree e Stati del Paese che prima erano appannaggio del partito di Trump. Hanno potuto votare liberamente 230 milioni di persone.
A mio giudizio il dato più importante è proprio l'ultimo. Gli Usa, nel bene e nel male, sono la più grande democrazia del Mondo e nessuno, in questo caso il nessuno si chiama Trump, può permettersi di fare il bello e il cattivo tempo senza pagarne, democraticamente, ossia attraverso il voto libero, le conseguenze. Questa si chiama responsabilità politica, ossia se un eletto lavora bene per il suo Paese viene riconfermato, se lavora male viene bocciato e se ne sceglie un altro. La responsabilità politica, in Usa funziona, anche chi è l'uomo più potente del Mondo, come il presidente degli Stati Uniti, si può ritrovare in pochissimo tempo, attraverso il voto, ad essere politicamente nessuno. L'eletto, qui, deve dar conto agli elettori.
Questa cosa va tenuta a mente quando si fanno, commentando l'esito del voto, paragoni con altri Stati che democrazie non sono.
Quando invece si fanno paragoni con Stati che democrazie lo sono, come l'Italia, ugualmente bisogna tener conto del fatto che negli Usa ci sono solo due Partiti e dai noi decine e decine. Che in Italia il partito maggiore è l'astensionismo. Quindi è comprensibile e anche condivisibile che faccia piacere che Trump abbia avuto politicamente una lezione. Sentirsi però politicamente vincitori in Italia per il voto degli Usa può essere suggestivo ma non ha alcun fondamento di realismo. Soprattutto da parte di coloro che hanno continuato e continuano ad occupare poltrone in barba al principio della responsabilità politica.